Addio alle scatole di derivazione. Arrivano le cassette (o botoline) rasoparete

Avete appena finito di ristrutturare casa e non vi rimane che coprire quegli antipatici fili elettrici che spuntano fuori dal muro, magari tutto bello, pulito e ordinato? Beh, ci dispiace dire che, probabilmente, l’unica soluzione che vi rimane è quella di utilizzare le classiche scatole di derivazione che – diciamocelo – non sono proprio un belvedere (soprattutto in un appartamento di design). Generalmente, infatti, le scatole di derivazione vengono sistemate solo al termine dei lavori, spesso con soluzioni tecniche ed estetiche ormai superate (come la gessatura o la muratura, che non impediscono l’effetto sporgente e lasciano in bella vista le viti per il fissaggio).

Il rischio, allora, è quello di vanificare in modo maldestro e “antiestetico” settimane o, addirittura, mesi di lavoro, compromettendo per una “piccolezza” l’effetto estetico complessivo. Se, invece, siete ancora a lavori in corso o state pensando di iniziare, dovete assolutamente prendere in considerazione una seconda ipotesi. Sono molti, infatti, i clienti che oggi ci dicono “caspita, a saperlo prima!” o a cui viene voglia di ricominciare tutto da capo.

L’alternativa alle scatole di derivazione, infatti, è quella di installare delle botole (o sportellini) rasoparete capaci di coprire completamente fili elettrici, collettori idraulici o altri elementi architettonici in modo elegante e discreto.

Le botoline, infatti, possono essere realizzate su misura, anche su richiesta, sulla base delle differenti esigenze estetiche e costruttive. Servizio che la nostra azienda può offrire in collaborazione con Sistemi Rasoparete, un’interessante realtà italiana della provincia di Firenze che fa dell’ideazione di nuove soluzioni rasoparete (come porte, botole, cassoni e sportelli) il suo core business.

Una collaborazione, ancora una volta, all’insegna del Made in Italy e della qualità, caratterizzata dalla comune ricerca di quegli storici canoni architettonici espressi da Vitruvio nel suo “De Architectura“: firmitas (solidità), utilitas (utilità e destinazione d’uso) e venustas (bellezza). La convivenza di questi elementi, infatti, è oggi particolarmente sentita da molte case produttrici, in concomitanza con due importanti fenomeni storici: l’emergere di una nuova classe di consumatori più esigente e sensibile e la diffusione di tendenze architettoniche che premiano il design senza trascurare sicurezza e funzionalità.  

Insomma, passano gli anni, ma non le esigenze; cambiano le tendenze, ma non i canoni. La storia ci insegna ancora una volta l’importanza delle radici, che per noi italiani affondano nella classicità, ma anche a cogliere le opportunità offerte dalle nuove “invenzioni” tecnologiche. Quindi “carpe diem“! 

 

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