Abbiamo già visto cosa sono e come funzionano le porte elettroniche in un precedente articolo, pubblicato proprio alla vigilia del mese, in occasione dell’arrivo dei nuovi modelli di porte blindate con serratura elettronica a marchio Alias.
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In questa circostanza, invece, vogliamo condividere con voi alcune considerazioni utili, consapevoli dello scetticismo generale che ancora aleggia intorno a questa tipologia di prodotti. Molti utenti, infatti, continuano a manifestare una certa diffidenza nei confronti delle serrature elettroniche e continuano ad orientarsi – vuoi per scelta, vuoi per paura – verso modelli più consolidati e tradizionali. Noi di Chiaravalli, dunque, abbiamo passato in rassegna le domande più frequenti, i luoghi comuni e le maggiori preoccupazioni, provando a dare risposte concrete ed esaustive ai dilemmi più frequenti.
I vantaggi di una serratura elettronica sono decisamente molti. È possibile, infatti, controllare gli accessi e verificare il flusso di persone; circoscrivere l’accesso ad alcuni utenti solo in determinate fasce orarie; eliminare l’uso della chiave (non dovrete più cercare le chiavi nelle tasche o nella borsa); utilizzare altri strumenti di apertura, come il tastierino alfanumerico, il cellulare, l’impronta digitale o – addirittura – la carta di credito!
State tranquilli. Nonostante queste porte siano collegate all’impianto elettrico (dal quale sono alimentate), infatti, sono comunque dotate di una “batteria tampone“, una sorta di batteria d’emergenza che si attiva in caso di anomalia dell’impianto stesso o in mancanza di corrente.
Come sappiamo, la serratura è il punto debole (o, meglio, quello più delicato) di qualsiasi porta blindata. Uno dei vantaggi della porta elettronica è proprio quello di non avere alcuna fessura. Tuttavia, per chi non avesse proprio voglia di abbandonare i metodi tradizionali o preferisse un cambiamento progressivo, è possibile abbinare alla soluzione “intelligente” anche la più classica serratura meccanica.
Le porte elettroniche che utilizzano tecnologia wireless (e che richiedono, quindi, il supporto di un telefono cellulare o di qualsiasi altro dispositivo portatile) funzionano, contrariamente a quelle con tastierino alfanumerico – attraverso una comunicazione criptata. A tal proposito, molti di voi continuano a domandarsi se questa trasmissione dati via etere sia sicura o meno, visto che, ormai, anche ladri e malviventi sembrano essere sempre più “qualificati”. Ovviamente, maggiore è la qualità della serratura elettronica, più complessa sarà la chiave crittografica utilizzata.
L’app Argo, ad esempio, sfrutta protocolli di sicurezza della più alta classe tecnologica al mondo, come la comunicazione criptata AES 128, utilizzata da uffici ed enti governativi per protegger documenti ed informazioni sensibili. Per farvi capire di cosa stiamo parlando, è sufficiente dire che se tutti i computer del mondo funzionassero contemporaneamente e alla massima potenza, impiegherebbero migliaia di anni per decifrare il codice; tenendo conto del fatto che un simile “sforzo” richiederebbe un’energia tale che, comunque, sarebbe difficile fornire. Ma non è tutto, perché l’app utilizza una “chiave di sessione” casuale valida solamente per quella specifica trasmissione. In questo modo, la comunicazione tra il dispositivo e la serratura è sempre protetta e sicura.
Inutile negare che la porta elettronica “costicchia” (comunque meno di quanto si possa pensare), ma le performance di questi prodotti – che rappresentano la nuova frontiera della sicurezza domestica – sono indubbiamente elevate.
Chiudiamo questa breve disamina con la speranza di essere stati utili sia ai nostri clienti che ai nostri lettori, rimanendo sempre a disposizione per eventuali consigli o chiarimenti in merito. Come amiamo sempre dire, infatti, la nostra porta – che sia elettronica o meno – è sempre aperta.
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